il regalo inutile





ùtile agg. e s. m. [dal lat. utĭlis, der. di uti «usare»]. – 1. agg. a. Che può usarsi al bisogno, che può servire: oggetti u.un apparecchio, uno strumento, un elettrodomestico u., molto u.spazio u., effettivamente utilizzabile.

Ecco, il regalo utile. 

Una di quelle cose alle quali ci siamo abituati in tenera età: i calzettoni, il maglione, il berretto.

E poi di seguito l'aspirapolvere, i piatti e tante altre cose, spesso utili, utilizzabili, addirittura necessarie.

Ora dovrò cercare di spiegare perché mi pare che l'inutile sia molto più fruttuoso, una spiegazione sul perché mi pare che l'inutile ci costituisca più di quanto crediamo.

Il regalo dicevamo, benissimo. 

Fare regali è bellissimo, riceverli anche, se poi il regalo ci offre la possibilità di ammirare l'assoluta necessità dell'apparentemente inutile ancora meglio.

Ricevo un regalo, lo spacchetto e trovo qualcosa che non mi aspettavo, qualcosa che ha a che fare con il colore, la grazia, la consistenza, qualcosa che non mi serve e non so dove mettere, qualcosa che mi ferma nel suo esserci e basta, mi parla dal suo "non servo a niente", mi incanta nella sua mancanza di logica.

Ed ecco che posso dare vita a un nuovo rapporto tra me e quella cosa, fosse stato un set di coltelli avrei saputo dove metterlo, lui no! Il regalo inutile ci apre a nuove possibilità, potrà farci sbuffare se non siamo dell'umore giusto, potrà farci sorridere se lo troveremo simpatico; il regalo inutile ci fa una domanda, anzi, ci fa molte domande: cosa sono? ti piaccio? dove mi metti? hai spazio per me? a che cosa posso servirti? mi userai?

Sì, le cose inutili chiedono spazio e solitamente quello spazio non è la dispensa.

Dopo averlo osservato e aver pensato a come potrei utilizzarlo ecco la rivelazione: non serve a niente! Ecco la sua forza, ecco il suo messaggio; lo annuserò, ne osserverò i colori e godrò della sua consistenza, ne ascolterò la musica (metti caso che sia un carillon), ne accenderò le luci per il semplice gusto di evocare una sagra danzante. 

Il semplice gusto.

Non ho ricevuto il nuovo aspirapolvere, ho ricevuto un momento di stupore, qualcosa che può portarmi in quella zona del mio quotidiano dove le cose inutili sono utilissime in quanto portatrici di domande e di risposte, di osservazione muta e sorriso pacifico, quella zona dove posso aprire qualche nuova porticina e trovarci quei piccoli piaceri ai quali non mi dedico perché tanto "non servono a niente".

Credo onestamente che il regalo inutile, così come i nostri personali doni considerati inutili in quanto non necessari per "funzionare", meritino una stanza bella grande, possibilmente con vista su di noi e il nostro vivere quotidiano, occorrerà lasciar loro il giusto spazio per scoprire che sono nascosti dentro le tasche, le calze, le scarpe.

Raffaella



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