QUELLO CHE FACCIAMO




 

Ecco qua. Di cose ne facciamo tante e mi auguro che siano parecchio danzanti.
Voglio dire, riusciamo a trovare un ritmo nel nostro quotidiano fare? certo che si, mi verrebbe da dire. Ho l'onesta impressione che tutti in qualche modo abbiano un loro ritmo nel fare le cose.

Poniamo il caso che ad alcuni manchi, immaginiamo che qualcuno pensi

 " Quello che faccio ha un ritmo per forza ma non sono certo io a deciderlo"

Zac! Ottimo, perfetto.

Allora io penso questa cosa: è probabile che il ritmo delle nostre azioni quotidiane ci sembri intrinseco ma non deciso da noi perché manca qualcosa.

Benissimo.

Cosa?

Le pause. Ecco cosa manca. Le pause sono quelle crepe che noi possiamo decidere di mettere dove vogliamo ma soprattutto quando vogliamo.

Mi spiego.

Tu sei lì che stai pulendo casa, oppure sei in ufficio a far di conto, oppure a scuola come alunno o come insegnante, magari stai pulendo la città, forse stai facendo acquisti oppure (per i più audaci) stai parlando con un tuo cliente qualunque sia la tua attività.

Qualunque cosa tu stia facendo è naturale che ci sia un ritmo, meno naturale è esserne consapevoli.

 Ed ecco che entra in gioco lei: la pausa.

All'inizio lo si può prendere come un gioco, una sorta di allenamento.

Possiamo per esempio decidere di utilizzare la nostra consapevolezza ritmica mentre cuciniamo.

Attenzione! qui non si intende cantare, ballare un pochino, mettere su una musica e muoversi di conseguenza...no!

Qui si parla di far caso al ritmo prodotto da tutti gli elementi coinvolti nell'azione, direttore d'orchestra: tu.

Bene, una volta deciso da quale azione cominciare potremo addentrarci nell'arte della pausa.

Immaginiamolo.

Stiamo cucinando, ritmo ce n'è parecchio: tu che ti muovi, bottiglie, tavolo, stoffa, coltello....pausa (all'inizio puoi contare se ti va), e avanti così, lasciare che il ritmo scorra ma imparare a governarlo con le pause, all'inizio è un poco strano e le pause sembrano forzate poi si comincia a prenderci gusto.

Inserire delle pause ritmiche nel ritmo delle nostre azioni

Perché?

I motivi sono svariati.

Per impadronirtene e renderti consapevole del ritmo che stai creando con la tua azione.

Per dare spazio a un solo strumento (che poi sei tu con il tuo battito cardiaco).

Per assaporare la bellezza di un ritmo che riprende dopo un piccolo vuoto.

Per stupirti di come lasciare un vuoto possa migliorare, modificandolo impercettibilmente, il ritmo della tua azione.

E' una di quelle cose che dopo un po' di pratica diventano naturali e quasi ti sembra di non averci mai pensato. 

Accade e basta.

Certo, in alcuni di noi potrà scatenare un nuovo modo di osservare anche gli altri, un nuovo piacere nell'ascoltarli.

Un nuovo modo di ascoltare, non le parole: il ritmo.

Il ritmo degli altri.

Se ognuno di noi conoscesse e praticasse il proprio personale ritmo, ho l'impressione che andremmo tutti più a tempo.

Raffaella

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